Dal balletto con Loretta Goggi ai vertici Rai: Fabrizio Binacchi racconta 40 anni di televisione

La copertina presenta un'estetica vivace e retrò, dominata da colori primari e un'atmosfera nostalgica. Ecco una descrizione dettagliata degli elementi principali:

Elementi Testuali
Nella parte superiore, il testo è disposto in modo chiaro su tre righe:

Autore: "FABRIZIO BINACCHI" in un font sans-serif di colore blu.

Titolo: "SORPRESE IN TV" in grassetto nero, più grande rispetto al resto del testo.

Sottotitolo: "LUOGHI E PERSONAGGI VISTI DA MOLTO VICINO" in nero, con un carattere leggermente più sottile.

Composizione Visiva
L'immagine centrale occupa la metà inferiore della copertina:

Il Soggetto: Una televisione d'epoca (stile anni '60/'70) con scocca chiara, schermo a tubo catodico e una lunga antenna telescopica estesa verso l'alto.

L'Arredamento: La TV poggia su un mobiletto azzurro con un cassetto giallo e un pomello rosso, richiamando uno stile pop o modernista.

Sfondo: La parete dietro è di un giallo intenso e uniforme. Sulla sinistra si intravede una pianta verde (probabilmente una dracena), che aggiunge un tocco organico alla scena.

Dettagli Editoriali
In basso al centro è presente il logo della casa editrice: una tartaruga blu stilizzata racchiusa in un cerchio, con la lettera "N" al centro (logo della casa editrice Navarra Editore).

L'insieme suggerisce un contenuto legato alla storia della televisione, al dietro le quinte e al giornalismo, trattato con un tono probabilmente aneddotico e brillante.

Memorabile il balletto in strada, proprio in Via Teulada, con Loretta Goggi e tutto il corpo di ballo. Era la sigla della trasmissione Via Teulada 66, storico indirizzo della TV a Roma. Ed essendoci in quelle palazzine anche i telegiornali, ecco che un giornalista si trova coinvolto nello spettacolo: prima sorpresa in TV.

Dal primo giorno al Tg1 alla direzione Rai Emilia-Romagna, passando per Linea Verde e per il centro di produzione di Milano, con oltre mille dipendenti: quarant’anni in TV in cui Fabrizio Binacchi, mantovano di Suzzara, ha incontrato persone e personaggi e ha organizzato trasmissioni ed eventi come lo Zecchino d’Oro e i due Festival di Sanremo di Fabio Fazio; e ancora Pavarotti and Friends e il rientro di Adriano Celentano con Francamente me ne infischio, sempre con sorprese dopo sorprese, retroscena e aneddoti con protagonisti, spesso a loro insaputa, personalità del calibro di Giuliano Amato, Bruno Vespa, Francesco Cossiga, Enrico Mentana.

Via Teulada 66 non è solo un indirizzo, l’indirizzo della Rai per eccellenza, dove si facevano tg e insieme programmi, ma fu il mio primo indirizzo di lavoro a Roma. Via Teulada 66 era anche il titolo di uno spettacolo musicale, a metà via tra il rotocalco e il varietà, e andava in onda all’ora di pranzo con Loretta Goggi. Abituato fino a quel momento solamente a redazioni puramente giornalistiche, dove il massimo del varietà era l’intervista a uno scrittore, per me fu un vero salto nel mondo dello spettacolo, come si direbbe seppure con un bel luogo comune. Si viveva accanto agli studi dei programmi e quindi si incontravano comici, presentatori e presentatrici, soubrette e coreografi, registi famosi e agenti dello spettacolo, ballerine e cantanti, che fino ad allora avevo visto solo in televisione. Appunto. Dovevo farmene una ragione: perché anche io da quel giorno entravo a far parte della televisione. Al bar di via Teulada sembrava di stare costantemente nell’intervallo di uno spettacolo: attori e cantanti, presentatori e assistenti, truccatori e costumisti, registi e autori che stavano entrando o uscendo dagli studi ed era sempre un girotondo di vociare e dialetti

FABRIZIO BINACCHI è nato a Suzzara, in provincia di Mantova, nel 1960. Giornalista di lungo corso, ha iniziato alla “Gazzetta di Mantova”, per poi entrare in Rai; tra le conduzioni ricordiamo almeno il Tg1, Linea VerdeItalia Agricoltura e, tra i tanti incarichi, quelli di direttore delle sedi Rai dell’Emilia-Romagna, di Trento e del Friuli-Venezia Giulia, nonché di caporedattore di Rai Vaticano. Docente universitario a contratto, insegna Conduzione fonetica al master di Giornalismo dell’università di Bologna e Giornalismo scientifico all’università di Parma. I suoi ultimi libri sono Luoghi comuni. Il potere della parola (Minerva 2021) e, per Oligo, Piccoli segreti mantovani (2023) e Piccoli segreti di provincia (2025). Scrive ancora su piattaforme e quotidiani locali, primo fra tutti “La Voce di Mantova”, per cui ha curato, insieme a Giancarlo Malacarne, il volume Don Costante Berselli. L’avventura di una vita tra fede, cultura, battaglie (2024).

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