Il futuro del Banking: tra algoritmi e sensibilità umana

La copertina presenta un design pulito e professionale, con una struttura che richiama elementi grafici legati al mondo del lavoro e delle istituzioni.

Ecco una descrizione dettagliata dei vari elementi:

Struttura e Colori
Sfondo: La parte centrale è dominata da un grande riquadro di colore azzurro carta da zucchero (teal), fissato idealmente agli angoli da quattro viti metalliche realistiche, che lo fanno sembrare una targa affissa a una parete bianca.

Illustrazione centrale: In trasparenza, dietro il testo principale, si vede l'icona stilizzata di un edificio classico con colonne (tipico simbolo di una banca o di un'istituzione finanziaria), che include al centro il simbolo dell'Euro (€).

Testo e Autore
Autore: Il nome Tommaso Gamaleri appare nella parte superiore del riquadro azzurro, scritto in bianco con un carattere sans-serif moderno.

Titolo principale: La frase "STUDIARE PER" è scritta in grassetto e in un colore giallo vivace per risaltare.

Sottotitolo: Sotto il titolo principale compare la dicitura "lavorare in banca al tempo dell'Intelligenza Artificiale", scritta in bianco.

Prefazione: In basso, all'interno del riquadro, è indicata la "Prefazione a cura del Prof. Umberto Filotto".

Loghi e Collana
In alto: È presente il logo della collana "LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI", accompagnato dall'illustrazione di una cassetta dei ferri rossa e una chiave inglese azzurra.

In basso: Si trova il logo della casa editrice, ARMANDO EDITORE, caratterizzato da una "A" stilizzata rossa e dal motto "La ricerca del sapere".

Il settore bancario europeo sta attraversando una metamorfosi senza precedenti, trasformandosi da “foresta pietrificata” a ecosistema dinamico guidato dall’intelligenza artificiale. Ma in un mondo dominato da App e algoritmi, che ruolo resta per il talento umano e la sensibilità culturale?

In questa intervista per ViviSaar, ne parliamo con Tommaso Gamaleri, Group Executive VP di Younited e autore del volume Studiare per lavorare in banca al tempo dell’Intelligenza Artificiale (Armando Editore). Partendo dalla sua esperienza internazionale, Gamaleri ci spiega perché il digital banking rappresenti oggi una delle carriere più promettenti per i giovani italiani all’estero e come la tecnologia, lungi dal sostituire l’uomo, ne stia potenziando le capacità strategiche.

Dall’importanza di saper leggere le diverse attitudini dei consumatori europei alla necessità di una guida etica per l’innovazione, scopriamo come la “nuova banca” sia diventata un laboratorio interdisciplinare dove la passione e il giudizio critico fanno ancora la vera differenza

 

Per un giovane italiano che vive o studia all’estero, il settore bancario digitale rappresenta oggi un terreno fertile per una carriera internazionale?

Il settore bancario europeo vive oggi una trasformazione senza precedenti, agendo su una scala monumentale che conta quasi settecento milioni di conti correnti e transazioni annue per cinquantamila miliardi di euro. Nonostante questi numeri, esiste un enorme potenziale di crescita digitale ancora inespresso. Mentre nel Regno Unito il credito al consumo online raggiunge il 98%  per cento, in Europa la media si ferma al 30% per cento, e in Italia solo il 54% per cento dei clienti utilizza abitualmente l’internet banking. Questo divario non rappresenta affatto un limite, ma una straordinaria opportunità per chi vuole contribuire a colmare il gap tecnologico.

Un secondo punto di forza riguarda la natura internazionale e trasversale delle sfide attuali. Temi come la regolamentazione europea, lo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate, le strategie di pricing e l’assistenza ai clienti sono ormai comuni a tutto il mercato internazionale. Le banche non sono più la foresta pietrificata di un tempo, ma istituzioni dinamiche che devono competere con realtà agili come le fintech.

Oggi la banca non è più quella fatta di firme su carta e code interminabili, ma un’App che portiamo in tasca. Per i giovani, entrare in questo mondo, significa usare una cassetta degli attrezzi dove l’intelligenza artificiale non sostituisce l’uomo, ma lo dota di “superpoteri” per trasformare i problemi in soluzioni veloci. Non servono semplici esecutori, ma professionisti capaci di leggere i dati senza mai dimenticare le persone dietro i numeri.

 

Oltre alle competenze tecniche descritte nel libro, quanto conta la capacità di adattamento culturale per chi vuole lavorare nel Fintech oggi?

Le competenze trasversali sono ormai fondamentali per ogni mestiere nella nuova banca digitale, come spiego nel libro citando i ruoli del digital marketing o di chi fonda startup fintech. Non basta padroneggiare la tecnica, ma serve quella passione smoderata per risolvere i problemi dei clienti attraverso la tecnologia, trasformandola in uno strumento di semplicità e trasparenza.

In questo scenario, l’adattamento culturale diventa una risorsa chiave per interpretare le diverse attitudini dei clienti europei.

Questa capacità si traduce nel saper leggere il confine tra l’Europa mediterranea, dove il rapporto personale resta centrale e la tecnologia deve solo facilitare il contatto umano, e i Paesi dell’Europa centrale e del Nord. In queste ultime aree, i clienti sono molto più indipendenti, vantano un’elevata cultura finanziaria e sono estremamente esigenti sulle soluzioni tech orientate al fai-da-te. Capire queste sfumature è ciò che permette di scalare modelli di business su mercati differenti.

L’intelligenza artificiale può automatizzare i processi, come descrivo nei capitoli sulle Operations o sul Pricing, ma non può sostituire la sensibilità umana nel bilanciare efficienza e fiducia. Il vero valore del professionista moderno risiede proprio in questo giudizio critico: saper usare i dati per guidare la transizione verso una banca moderna, inclusiva e sostenibile, senza mai perdere di vista le persone dietro i numeri.

 

Il libro nasce da una collana curata da Gianpiero Gamaleri. Come si conciliano l’esperienza della “vecchia scuola” e l’innovazione dell’IA in questa guida?

Il libro nasce proprio come un dialogo tra la nuova frontiera tecnologica e la “vecchia scuola”. Quest’ultima fornisce le radici e la reason why: quella filosofia profonda fatta di valori e visione imprenditoriale che descrivo nel capitolo sui founder. Senza questa base solida, l’innovazione sarebbe solo tecnica vuota; invece, i valori della tradizione servono a dare una direzione etica e strategica alla potenza di calcolo dell’intelligenza artificiale.

L’innovazione dell’IA interviene come uno strumento straordinario per potenziare questi valori, permettendo ai talenti di esprimersi al meglio. In Younited applichiamo questa logica per costruire un Great Place to Work, dove la tecnologia libera le persone dalle attività ripetitive per lasciarle concentrare su output trasformativi. Crediamo fermamente che una cultura people-centrica sia il motore per una strategia customer-centrica: chi ama il proprio lavoro e si sente valorizzato tratta meglio il cliente, e i punteggi altissimi su Trustpilot e Google sono la prova che questa formula funziona.

In questa guida, l’esperienza e l’innovazione si conciliano nel passaggio da una gestione puramente amministrativa a una visione strategica del talento. Se la vecchia scuola ci ha insegnato l’importanza della fiducia e della relazione, l’IA oggi ci dà i “superpoteri” per scalare questi valori su milioni di utenti, rendendo la banca più semplice, veloce e trasparente. Il ponte generazionale è quindi l’unione tra la saggezza nel porsi le domande giuste e la capacità tecnologica di trovare le risposte più efficienti.

 

Perché è stato scelto proprio il settore bancario come uno dei primi volumi per questa collana dedicata all’orientamento post-diploma?

La scelta del settore bancario come uno dei primi volumi della collana non è casuale. Con oltre 260 mila addetti, una popolazione pari a quella di un’intera città come Verona , il settore si posiziona al terzo posto per numero di impiegati tra le professioni qualificate, subito dopo le attività legali e quelle tecnico-immobiliari.

Al di là dei numeri, il settore bancario è centrale perché i suoi servizi toccano i progetti di vita di ogni cittadino: dal semplice daily banking per incassi e pagamenti, fino al credito al consumo e immobiliare, leve critiche per la realizzazione dei sogni di ogni famiglia. In un contesto dove la previdenza statale avrà sempre meno peso, la gestione del risparmio e gli investimenti diventano scelte strategiche per costruire una previdenza complementare solida. Oggi, grazie alle nuove tecnologie e all’IA, questi servizi sono in un divenire costante, diventando molto più trasparenti, efficaci e accessibili rispetto al passato.

Infine, il settore è un laboratorio unico per l’interdisciplinarità: non esiste forse altro ambito dove i percorsi di studio siano così variegati. Come illustrato nel libro, la “nuova banca” non cerca solo economisti, ma una molteplicità di talenti: dai profili più vicini ai numeri per il credit risk e il pricing, ai giuristi per l’area legal & compliance, fino ai creativi e agli esperti di comunicazione per il digital marketing. Ci sono spazi per ingegneri gestionali nelle operations, psicologi nelle risorse umane e, naturalmente, esperti STEM nell’area tecnologica, come architetti del software e data engineer. Questa varietà rende il settore un ecosistema ricchissimo di percorsi, meritevole di essere spiegato bene a chi deve orientarsi dopo il diploma.

Il libro usa un linguaggio molto diretto: è stato difficile tradurre concetti complessi come il Pricing o il Risk Management per un pubblico di studenti?

L’idea che i giovani d’oggi abbiano difficoltà a comprendere temi complessi è un pregiudizio che volevo sfatare: la loro rapidità di apprendimento è altissima e spesso sottovalutata. Hanno accesso a strumenti eccezionali e, quando sono stimolati, hanno una capacità di approfondire e trovare soluzioni anche complesse che non si era mai vista prima.

La vera sfida non è stata semplificare, ma dare un quadro d’insieme chiaro, spiegando che non esiste più il “banker” come mestiere unico, ma una molteplicità di professioni che richiedono percorsi di studio e attitudini differenti. Ho voluto mappare questa varietà, dal marketing al pricing, fino alla tecnologia, mostrando come i servizi bancari siano cambiati radicalmente grazie alla digitalizzazione.

Un punto centrale del libro è spiegare come l’IA non sia un nemico che ruba il lavoro, ma un alleato che potenzia l’uomo senza mai sostituirlo. L’automazione gestisce la routine, ma è l’intelligenza umana a dover interpretare i dati, gestire le eccezioni e prendere le decisioni finali.

Alla fine, però, il messaggio più importante per uno studente è che a fare la differenza non è solo la tecnica, ma i valori e le soft skill. Al centro del successo ci sono sempre l’imprenditorialità, la passione, l’energia e, soprattutto, l’attenzione alle persone, siano esse colleghi o clienti che usano i nostri servizi. Si può e si deve fare “imprenditoria” anche dentro una banca, portando visione e coraggio in ogni attività quotidiana.

 

Elisa Cutullè

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