
In quest’opera multidisciplinare, l’autrice quebecchese Denise Desautels indaga la fenomenologia della sparizione e dell’Oltre (che molto spesso rappresenta l’altro da sé), partendo da undici installazioni dell’artista connazionale Sylvie Cotton. La lingua, acquatica e terrestre al tempo stesso, tende a una contrazione del pensiero che muove le proprie deflagrazioni tramite lampi improvvisi di senso ed echi di ancestrali nitori metapoetici. Ancora inedita nel nostro paese, ma tradotta in molte lingue e pubblicata recentemente in Francia dall’editore Gallimard, Desautels frequenta così gli abissi del silenzio con maestria, offrendo al lettore italiano per la prima volta una voce autentica e liminare – qui sapientemente trasposta in italiano da Maura Baldini – la quale pare avere come unico compromesso con sé stessa quella tensione semantica che, tra verso e verso, dispiega un mistero inesauribile. Mistero che, in fin dei conti, riguarda la natura più autentica di ogni poesia.
Denise Desautels, figura imprescindibile della letteratura quebecchese, ha pubblicato più di quaranta raccolte di poesie, racconti e libri d’artista, che le sono valsi numerosi riconoscimenti. Il suo lavoro poetico è legato a quello degli artisti visivi, al dolore e ai lutti, tanto intimi, quanto universali. Denise Desautels è membro della Académie des lettres del Québec e dell’Ordine del Canada.
