
Una notte d’inverno, una motosega, un uomo che si sente profeta e un piano: abbattere l’albero d’oro delle Haida Gwaii. La storia di un ex boscaiolo diventato ecoterrorista, della sua scomparsa nel nulla e della sua domanda ancora oggi urgente: come possiamo aprire gli occhi del mondo sulla devastazione del nostro pianeta?
Quando gli europei sbarcarono per la prima volta a Haida Gwaii, arcipelago canadese al largo di Vancouver, nel Pacifico, trovarono un popolo nativo raffinatissimo, gli haida, oltre a ricchezze impensabili, che solo una natura ipertrofica poteva dare: lontre dal pregiatissimo pelo, alberi giganteschi. Non sapevano che pochi chilometri più in là, sull’isola maggiore, cresceva un peccio perfetto dagli aghi dorati. Gli haida lo chiamavano K’iid K’iyaas: per loro era un membro della tribù; per la scienza, una mutazione genetica unica. Trecento anni dopo, le lontre sono quasi estinte, l’industria del legname ha colonizzato l’arcipelago e il peccio d’oro non c’è più: l’ha abbattuto nel 1997 Grant Hadwin. Lo ha fatto per un’illuminazione divina: dopo una vita da taglialegna, a vedere foreste secolari ridotte a deserti, in lui si è risvegliata una viscerale coscienza ecologica. Ha scritto lettere e un documento tanto utopistico quanto delirante per un nuovo ordine mondiale e infine, visto che nessuno lo ha ascoltato, si è deciso: serviva un’azione simbolica. Dopo è sparito nel nulla.
John VAILLANT
Scrittore e giornalista canadese, i suoi reportage sono apparsi, fra gli altri, su The New Yorker, The Atlantic, National Geographic e The Guardian. Dopo aver pubblicato La tigre (Einaudi 2012), con L’età del fuoco (Iperborea 2024) si è aggiudicato il Baillie Gifford Prize ed è stato finalista al premio Pulitzer.
TRADUZIONE DI: Luca Fusari
PP. 320
NAZIONE: Canada
COLLANA: I Corvi
NUMERO DI COLLANA: 16
ISBN: 9791281724785
PREZZO DI COPERTINA: € 20,00
