
Presentato all’Università del Saarland il volume didattico edito da NOR. Le autrici Cinzia Marongiu, Tania Sanna e Laura Medda spiegano come insegnare la lingua a studenti esteri senza ridurne o impoverirne il lessico d’autore.
Insegnare l’italiano come lingua straniera (LS) richiede strategie capaci di coniugare l’efficacia comunicativa con la ricchezza culturale della nostra lingua. L’evento del 4 luglio 2026, coordinato dalla prof.ssa Vacchelli a Saarbrücken, ha offerto una risposta metodologica innovativa a questa esigenza, focalizzandosi sul nuovo testo didattico basato su Canne al vento di Grazia Deledda, curato dalle docenti Cinzia Marongiu, Tania Sanna e Laura Medda, con l’introduzione firmata da Cristina Lavinio.
L’accessibilità senza impoverimento lessicale
Una delle problematiche principali nella didattica dell’italiano a stranieri è la gestione di testi letterari complessi. La prosa di Grazia Deledda è ricca di sinonimi, arcaismi e costrutti non frequenti nell’italiano medio contemporaneo. Come spiegato da Tania Sanna durante il seminario, la vera sfida editoriale e scientifica è stata quella di rendere fruibile il romanzo a un pubblico con competenze linguistiche intermedie senza operare un “abbassamento del lessico”. Modificare le parole dell’autrice avrebbe significato intaccare l’essenza stessa della sua scrittura. Il lavoro si è concentrato invece su un’attenta riduzione testuale curata da Laura Medda e sullo sviluppo di apparati didattici integrati.
L’identità di un Nobel non nativo italiano
Nel corso dell’incontro è emerso un dettaglio fondamentale per gli studenti stranieri: la stessa Grazia Deledda non era una parlante nativa italiana, essendo cresciuta in un contesto prettamente sardofono. Il suo percorso di appropriazione e alta padronanza della lingua italiana rappresenta un modello d’ispirazione per chiunque studi l’italiano come seconda lingua. Le docenti Cinzia Marongiu e Tania Sanna, forti di anni di esperienza nei lettorati in Germania, hanno strutturato attività di classe che forniscono agli studenti gli strumenti fonetici e analitici necessari per decodificare la complessità stilistica deleddiana, dimostrando che l’alto livello letterario è la via migliore per un apprendimento linguistico solido e duraturo.
Elisa Cutullè
