Tredici anni di vita quotidiana in una Marsiglia cruda e vibrante

La copertina del libro presenta un'estetica minimalista ed elegante, giocata interamente sul contrasto tra il bianco dello sfondo e il nero del tratto grafico. Ecco un'analisi dettagliata dei suoi elementi: Testi Autrice: In alto, centrato, compare il nome Gessica Franco Carlevero in un carattere graziato (serif) sottile e sobrio. Titolo: Subito sotto l'autrice, il titolo "Topi che mangiano escargot" è scritto con lo stesso font, ma con una dimensione leggermente maggiore, mantenendo un'aria sofisticata e leggera. Illustrazione La parte centrale è occupata da una serie di disegni stilizzati a tratto continuo, realizzati con uno stile che ricorda lo schizzo rapido o la calligrafia artistica. Soggetti: Le linee evocano forme sinuose che richiamano sia il profilo di piccoli roditori (topi) che il guscio a spirale delle lumache (escargot). Composizione: Gli schizzi sono disposti in modo apparentemente casuale su più file, creando un senso di movimento e dinamismo. Alcuni tratti sono più spessi, altri più sottili, conferendo profondità visiva alla composizione. Logo Editoriale In basso al centro è presente il logo della casa editrice Oligo: un quadrato blu con il nome disposto su due righe ("OLI" sopra e "GO" sotto) in bianco, che funge da unico punto di colore dell'intera composizione. Nel complesso, la copertina suggerisce un contenuto intellettuale, forse poetico o di narrativa d'autore, puntando molto sul potere suggestivo del segno grafico piuttosto che su immagini realistiche.

 “La lingua nuda, naturale, il ritmo a singhiozzo delle virgole, dei punti, sembrano seguire come dossi e buche gli smottamenti di una vita fatta di piccolissimi accidenti che portano a inesorabili deviazioni. Succede che si cambi paragrafo all’interno della stessa giornata, e poi passino anni senza neanche andare a capo. Il tempo funziona così”. (Arianna Giorgia Bonazzi)

Città dell’incanto, Marsiglia. Dove si cucinano salsicce per strada e la squadra di pallone è una confessione, il Pastis una cerimonia e la petanque un canone. lui e lei sbarcano a Marsiglia un giorno di maggio piovoso, con un figlio in arrivo e l’ingenuità di chi non sa cosa cerca.  Città del sortilegio, Marsiglia, con topi che dominano le strade, ragazzi che impennano senza casco e il mercato nero per le vie del centro. lui e lei si installano in una città prepotente e ammaliatrice. E via via diventano qualcos’altro.  Tredici anni dopo, la stessa Marsiglia dei primi tempi, ma con uno sguardo diverso.  Della malinconia, del rimpianto, della frattura, e un au revoir difficile da accettare.

Sinossi: La storia inizia con l’arrivo a Marsiglia di “lui” e “lei” (i protagonisti rimangono senza nome) quando lei è al settimo mese di gravidanza. Il racconto segue la loro quotidianità nella città francese, descritta come “sporca e sfacciata”. Marsiglia non è solo uno sfondo, ma un personaggio vivo che assiste alla loro evoluzione tra mercatini dell’usato (vide grenier), partite dell’Olympique Marsiglia e la presenza costante di topi che popolano le strade. Dopo tredici anni, la relazione entra in crisi. Il libro esplora il logoramento del rapporto di coppia e la fine dell’infanzia del figlio, ormai adolescente, che trasforma il ruolo della madre da “fondamentale a fastidioso”. Il racconto culmina con la decisione di lasciarsi. Lei prepara gli scatoloni per trasferirsi a Lione, mentre lui rimane a Marsiglia. La firma dei documenti per chiudere il conto in banca segna l’addio definitivo.

  GESSICA FRANCO CARLEVERO è nata nel 1980 a Canale, in Piemonte, e vive a Marsiglia. Dirige la rivista letteraria “La Bibliothèque italienne”; ha pubblicato il romanzo Metà guaro metà grappa (Fandango 2006), i testi sulla scrittura creativa Meravigliosamente A mente libera (Einaudi Scuola) e diversi racconti apparsi su riviste come “Panta”, “L’Accalappiacani”, “L’immaginazione”, “effe” e “L’inquieto”. Nel 2025 è uscito Il buco (Sellerio).

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