Veri casi di cronaca nera. L’esperienza sul campo di un disegnatore accademico forense della Polizia di Stato Italiana

La copertina del libro presenta un'estetica cupa e misteriosa, giocata su forti contrasti di luce e ombra. Ecco una descrizione dettagliata degli elementi principali:

Elementi Testuali
I testi sono posizionati nell'angolo in alto a sinistra, scritti in un carattere con grazie (serif) di colore bianco che risalta nettamente sul fondo nero:

Autrice: Elena Pagani.

Titolo: CRIMINOSA PIGMENTA.

Sottotitolo: Bottega d'arte forense.

Genere: Saggio (scritto in corsivo).

Immagine e Composizione
Il Soggetto: Sulla destra della composizione emerge dal buio il volto di una donna con i capelli biondo cenere o grigio chiaro. Il suo sguardo è intenso, quasi magnetico, con un occhio dorato/ambrato che guarda direttamente verso l'osservatore.

Primo Piano: In primo piano, sfocate, si vedono le mani della donna che sembrano maneggiare dei pennelli o degli strumenti di precisione. La luce colpisce le punte di questi strumenti, suggerendo l'idea di un lavoro meticoloso e quasi chirurgico.

Atmosfera: Lo stile ricorda la tecnica del chiaroscuro tipica della pittura barocca (come quella di Caravaggio). Il buio profondo simboleggia probabilmente il mistero o il crimine, mentre la luce mette a fuoco l'analisi tecnica e artistica.

Identità Visiva
In basso al centro è presente il logo della casa editrice Oligo, un quadrato blu con lettere bianche.

L'insieme suggerisce un'opera che intreccia il mondo dell'arte con quello delle indagini scientifiche e forensi, perfettamente in linea con il sottotitolo.

 

L’arte può essere al servizio della legalità e della giustizia? Sì. Questo saggio ne è una prova. Creare opere pittoriche e affrontare verifiche tecniche peritali attinenti alla scena del crimine consente di arrestare ladri, stupratori e assassini. Questa è la missione di Elena Pagani, Disegnatore Accademico Forense della Polizia di Stato Italiana, per il suo lavoro nota in tutto il mondo. Cosa lo rende unico? Fare da ponte tra l’arte e la criminalistica. Come ci riesce? Traducendo in segni grafici prove e testimonianze raccolte sul campo o, viceversa, analizzando e scomponendo disegni che hanno a che fare con reati e delitti. Disegnando a mano individua e ricostruisce quanto raccontato da testimoni e vittime, spesso dettagli che sfuggono anche alle tecnologie più sofisticate. Tra luci, penombre e oscurità, il suo approccio artistico d’avanguardia diventa l’ultima speranza per portare giustizia. Criminosa Pigmenta, Bottega d’arte forense è tutto questo e molto, molto di più.

Quest’opera letteraria d’interesse artistico criminologico illustra casi investigativi tratti da avvicendamenti reali ed è rivolta a tutti i gentili Lettori che desiderano addentrarsi nella conoscenza della mia professione: disegnatore accademico forense. Oltre, ovviamente, a chiunque abbia caparbia convinzione che l’artista sia persona esclusivamente visionaria dedita a dar vita a opere d’arte per diletto o esclusivo interesse economico e non perché abbia condotto, spesso a sua stessa insaputa, una ricerca di analisi sociale o intimamente del sé. Maestro d’Arte, non dipingo per chiunque desideri guardare o possedere una mia opera d’arte. Ho scelto, invece, di indirizzare impegno e lavoro per rispondere tecnicamente a domande investigative relative alla commissione di crimini che richiedono la visione di opere d’arte disvelate per poter essere paghe. In primis: chi è stato? Perché e come l’ha fatto? Le conseguenti risposte sono volte a dimostrare verità. Come ci riesco? Utilizzando metodologie d’intervento artistico in contesti forensi: percorrenze e competenze investigative, queste, valevoli come tramiti per il raggiungimento di un altro profitto sociale che non sia l’opera d’arte fine a sé stessa: contribuire a rendere giustizia a vittime di reato e indurre a giudizio i colpevoli determinando risposte tecniche dimostrabili e incontrovertibili. (dalla Premessa)

 

ELENA PAGANI a sedici anni è già Maestro d’Arte. A ventidue consegue la laurea magistrale all’Accademia di Belle Arti di Brera. Disegnatore Accademico Forense della Polizia di Stato Italiana, è tra i novanta Operatori D.V.I., Disaster Victims Identification, team d’élite della Polizia Scientifica. È Operatore in Analisi di Sopralluogo Tecnico Giudiziario della Scena del Crimine. Dirigente del Sindacato Autonomo di Polizia, Segreteria Generale-Roma, svolge attività sindacale contribuendo, a livello nazionale, alla formazione e aggiornamento professionale degli Operatori di Pubblica Sicurezza e Polizia Giudiziaria. Per Oligo ha pubblicato Ladri di facce. Il Disegnatore anatomico tra testimoni, vittime, memorie e falsi ricordi (con Alessandro Meluzzi).

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