
Un’esperienza immersiva tra sapori, arte, tradizione e grandi emozioni musicali: l’evento organizzato dall’Ambasciata della Repubblica di Corea in Lussemburgo ha saputo offrire al pubblico un vero e proprio ponte culturale tra Oriente ed Europa. Un appuntamento curato nei minimi dettagli da uno staff straordinariamente accogliente, simpatico e ben organizzato, che ha saputo guidare i partecipanti attraverso le molteplici sfaccettature della K-Culture.
La prima parte dell’evento, articolata in due sessioni distribuite nella fascia oraria tra le 13:00 e le 17:00, è stata interamente dedicata alla scoperta e alla partecipazione attiva. Ciascuna sessione, della durata di 90 minuti e accessibile previa registrazione, ha permesso ai visitatori di immergersi nell’universo coreano. All’ingresso, ogni ospite è stato accolto con un biglietto speciale contenente una serie di divertenti ed istruttive “sfide” (challenge) da completare per esplorare le diverse aree tematiche allestite nella sala: K-Food, K-Travel, K-Sool, K-Art e K-Quiz.
Chi riusciva a completare tutte le tappe della scheda riceveva in omaggio un elegante e colorato borsellino tipico coreano ricamato come ricordo della giornata.
Ecco come si articolavano i vari percorsi:
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K-Food: Un’autentica festa per il palato! Il percorso gastronomico ha offerto una ricca selezione di pietanze tradizionali: l’immancabile kimchi, i jeon (le gustose frittelle coreane, tra cui quelle alle verdure), i deliziosi e profumati japchae (spaghetti di patata dolce saltati con verdure), due varianti di croccante pollo fritto coreano, i celebri e speziati tteokbokki e, per finire, un fantastico bibimbap espresso, preparato al momento davanti agli ospiti.
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K-Sool (L’Essence du Sool): Una sezione interamente dedicata all’arte delle bevande alcoliche tradizionali e artigianali della Corea. Curata da Souljû Cie e dalla sua fondatrice Young-Seon Choi, la degustazione ha illustrato la filosofia del Sool e la “Trilogie de la Pureté” (acqua, riso e nuruk, il fermento tradizionale). I visitatori hanno potuto scoprire distillati di altissima gastronomia ben lontani dalla produzione industriale: dal cristallino ed elegante Cheongju, al denso e aromatico Takju, fino al raffinato Soju artigianale.
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K-Art: Un angolo di grande creatività, dove i partecipanti hanno potuto cimentarsi nell’arte della calligrafia scrivendo messaggi e pensieri su raffinate cartoline artistiche realizzate in carta tradizionale hanji (la celebre carta artigianale di gelso).
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K-Travel: Uno spazio pensato per far sognare i prossimi viaggi in Corea del Sud, ricco di brochure informative e con una postazione speciale per scattare foto ricordo.
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K-Quiz: Una tappa interattiva per testare le proprie conoscenze sulla storia, le curiosità e la geografia del Paese della Calma Mattutina.
Un’iniziativa fantastica, dinamica e perfettamente riuscita, capace di promuovere uno scambio culturale genuino e coinvolgente.
A coronamento della serata, sul palco del Cercle Cité è salito l’ensemble di musica fusion tradizionale SANARE, regalandoci un’ora di concerto (dalle 19:30 alle 20:30) di rara bellezza ed eleganza emotiva.
Il nome stesso del gruppo, “Sanare”, riassume perfettamente la loro missione: un gioco di parole che unisce il coreano (“ali d’angelo”) all’italiano (“heilen/sanare”), a simboleggiare la creazione di una musica capace di curare l’anima attraverso le radici della tradizione. L’ensemble fonde magistralmente la sonorità degli strumenti tradizionali coreani (gayageum, daegeum, janggu) con la raffinatezza degli strumenti classici occidentali (pianoforte, violino, violoncello), creando una sintesi sonora contemporanea ed evoluta.
Sul palco, sei musicisti straordinari hanno dato vita al programma intitolato “Manpasikjeok – A Song for Peace”:
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Jeon Jimin (Komponistin & Pianistin)
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Sim Sunguk (Daegeum)
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Hwangbo Minkyung (Gayageum)
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Kang Seongjun (Janggu)
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Kim Hyeonsu (Violine)
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Park Yehyeon (Cello)
L’esibizione si è strutturata in tre capitoli narrativi ispirati alla leggenda del Manpasikjeok, il flauto incantato della dinastia Silla capace di placare le tempeste e portare la pace nel mondo:
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Chapter I – Echoes of Legend: L’apertura è stata affidata al brano solista per flauto Daegeum Sanjo (“Breath of Serenity”) di Sim Sunguk, seguito da Crimson Cry di Jeon Jimin, una composizione intensa che incarna il sentimento coreano del Han (il dolore sordo e la nostalgia) trasformandolo in speranza. Il primo blocco si è chiuso con il brillante Korean Folk Song Medley.
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Chapter II – Scattered Melodies, Spreading Across the World: Il cuore dello scambio culturale. Straordinario l’assolo di Janggu curato da Kang Seongjun, capace di intrecciare i ritmi tradizionali coreani con le atmosfere del Lussemburgo. Ma il momento più emozionante è stato il Korean – Luxembourgish Folk Song Medley, un vero inno all’amicizia tra i due Paesi che ha fuso i canti popolari locali con la celeberrima Arirang.
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Chapter III – Manpasikjeok Today: A Stage for Peace and Harmony: La parte finale ha dimostrato la versatilità unica dei SANARE. Partendo da uno travolgente K-Pop Medley (con rivisitazioni di brani di BTS, BLACKPINK e colonne sonore come Squid Game), si è passati al brano principale della performance, The Prayers, ispirato alle forme improvvisative del Sinawi. A chiudere la serata è stata la maestosa ed epica Voyage, ispirata alla figura dell’Ammiraglio Yi Sun-sin.
La performance dei SANARE non è stata una semplice esecuzione musicale, ma un dialogo vivo e vibrante tra culture. L’abilità tecnica dei musicisti, unita alla sensibilità degli arrangiamenti e alla bellezza visiva degli strumenti, ha incantato la sala, lasciando nel pubblico un profondo senso di armonia, pace e bellezza. Un evento impeccabile sotto ogni punto di vista!
Elisa Cutullè
