Due preti, un bosco tra isolamento, fede e vita ferina. Un epistolario dal bordo del mondo

La copertina di "Imboscati", scritto da Alessandro Dehò e Davide Brullo ed edito da Oligo, si distingue per uno stile essenziale, quasi "fatto a mano", che suggerisce un contenuto intimo e spirituale.

Ecco un’analisi dettagliata degli elementi che la compongono:

1. L'Illustrazione Centrale
L'elemento visivo principale è il disegno di una foglia, tracciata con linee semplici e sottili che ricordano uno schizzo a matita o a pennarello.

I contorni: Sono realizzati in verde e azzurro, con le venature della foglia che fungono da righe di un quaderno.

Il testo calligrafico: All'interno della foglia, scritte in rosso e in stampatello, leggiamo alcune parole che sembrano comporre un'invocazione o una preghiera:

"Dio che all'alba dei tempi creasti la luce nuova accogli il nostro canto"

Questo dettaglio trasforma la foglia in un frammento di testo sacro o in un amuleto naturale, unendo il tema della natura a quello del divino.

2. Tipografia e Layout
Autori: I nomi di Alessandro Dehò e Davide Brullo sono posizionati in alto, scritti con un carattere graziato (serif) di colore verde scuro, richiamando le tonalità della natura.

Titolo: "Imboscati" spicca subito sotto i nomi, scritto in nero. Il font è pulito e classico, ma la parola stessa evoca l'idea di qualcuno che si nasconde nel bosco, in un rifugio che è allo stesso tempo fisico e interiore.

Spazio bianco: La scelta di lasciare molto spazio bianco (minimalismo) dona alla copertina un senso di pulizia, silenzio e riflessione.

3. Simbolismo e Atmosfera
L'insieme comunica un'idea di povertà francescana e ricerca spirituale selvatica. Non c'è traccia di artificio digitale pesante; tutto sembra fragile e autentico.

Il termine "Imboscati" suggerisce una resistenza, un mettersi a lato rispetto al rumore del mondo.

La foglia, che contiene la preghiera, indica che la spiritualità non si trova solo nei libri, ma è inscritta nella materia stessa del mondo naturale.

4. Editore
In basso al centro si trova il logo della casa editrice Oligo, caratterizzato dai due quadrati blu e nero che bilanciano la composizione verticale dell'immagine.

Due uomini si scrivono da un isolamento che possiamo chiamare sepolcro. I loro paesi – infestati dall’abbandono, costellati da flebili braci dette abbraccio – sorgono ai margini del bosco: Mondaino, al confine tra Romagna e Marche, e Crocetta, in Lunigiana. Luoghi di sconfinamento, di cuori in contrabbando; luoghi della vita avara, in secca. Nelle lettere, i due parlano di famiglie dissotterrate all’urlo, di un Dio a caccia, sigillato nell’ambiguità, della solitudine come via marziale per l’abbandono di sé. È vero: Imboscati racconta la rovina dell’uomo, ma non è un’elegia della fuga. Piuttosto, è un libro che riconduce alla vita ferina, addestra l’anima secondo la rotta delle volpi, delle faine, dei falchi. Che tutto resti sospeso – una fede comprovata dal dubbio saprà contenersi?; un padre martellato dalla malattia della figlia riuscirà a non svanire? – è ovvio: Imboscati è un libro-fuoco, un libro-acciarino, che impone la strada del coraggio.

Questo dispaccio, messaggio in bottiglia, carica esplosiva deglutita a mo’ di eroina, è intitolato Imboscati ed è a firma di Davide Brullo e di Alessandro Deho’; un furtivo e svettante epistolario, sigillato da una D, appunto, e da una A. E tra i firmatari, con una sola lettera, non si ha il minimo dubbio che siano entrambi preti e viandanti, in una osmosi che sa del vegetale, del dubbio, della confessione. E impone il dire: «Non si viene tra i boschi per cercare di sopravvivere, questa può essere la motivazione iniziale, si viene per imparare una fedeltà alla morte». (Aurelio Picca)

 

DAVIDE BRULLO ha pubblicato, tra l’altro, i libri Annali (Mimesis, 2006), Nabokov (Compagnia Editoriale Aliberti, 2021) Lince (Crocetti 2022). Ha tradotto i Salmi (Aragno 2021) e Qoelet (De Piante Editore, 2025). Scrive per “Il Giornale”, “Il Venerdì di Repubblica” e dirige la rivista “Pangea”.

ALESSANDRO DEHO’ nasce nel 1975 a Romano di Lombardia. Infermiere professionale in psichiatria ed ematologia, è prete dal 2006. Vive in Lunigiana, vicino a un eremo, in una casa tra i boschi nella quale prega, accoglie, ascolta e celebra. Vive, e scrive. Collabora con “Avvenire” e “Credere”; tra i suoi libri più recenti ricordiamo Umanissime storie (Paoline 2025), A te (San Paolo 2024) e, insieme a Davide Brullo, Mistiche (Magog 2024) e Nuovo alfabeto del sacro (Aliberti 2023). www.alessandrodeho.com

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