
Da uno dei più grandi scrittori scandinavi, premio Nobel nel 1917, un racconto classico e folgorante che reinterpreta e attualizza il mito della caduta per svelare le illusioni del vivere borghese.
Dopo sei anni di matrimonio, Emmy e Arnold vivono ancora felicemente nel loro paesino in brughiera, sovrastati dal cielo immenso dello Jylland di inizio Novecento. Copenaghen è un ricordo lontano e da tempo non ne rimpiangono più il fermento: tra gli impegni di medico di Arnold, le faccende di casa di Emmy e i tre bambini a cui badare, nel loro piccolo paradiso la vita scorre appagante e operosa, appena movimentata dagli screzi con qualche notabile del paese. Ma una sera di neve bussa alla porta uno sconosciuto a chiedere ospitalità. Elegante e dai modi del bel mondo, dice di essere un principe
Henrik PONTOPPIDAN
Henrik Pontoppidan (1857–1943) è stato uno dei massimi scrittori danesi, premio Nobel per la letteratura nel 1917. Ammirato da György Lukács e definito da Thomas Mann «un autore epico di razza», in Italia è conosciuto soprattutto per il romanzo Pietro il fortunato. La sua narrativa si caratterizza per un realismo critico e un profondo interesse per le trasformazioni sociali e morali della Danimarca tra Ottocento e Novecento.
TRADUZIONE DI: Fulvio Ferrari
PP. 128
NAZIONE: Danimarca
COLLANA: Gli Iperborei
NUMERO DI COLLANA: 408
ISBN: 9791281724563
PREZZO DI COPERTINA: € 16,00
