In un periodo caratterizzato da continui sbarchi di migranti sulle coste italiane, Tropea si trasforma in un autentico “porto del mondo” e cuore pulsante dell’integrazione e dell’accoglienza. In Calabria è andato in scena un vero tripudio di ritmi, colori e costumi in occasione della terza edizione di “Culture a Confronto”, il festival mondiale della cultura popolare tenutosi nei giorni scorsi nella suggestiva cornice della marina dell’isola. All’evento hanno preso parte diversi gruppi folkloristici più rappresentativi delle diverse culture internazionali grazie al progetto ideato da Andrea Addolorato, direttore artistico del festival, con la conduzione curata egregiamente da Domenico Gareri per una produzione televisiva targata “Life communication” che godrà di una diffusione mediatica internazionale. “Culture a confronto” – patrocinato dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari – ha contribuito ad accendere i riflettori sulla Calabria come autentico punto di riferimento del turismo culturale da cui parte oggi un messaggio positivo ribaltando l’immagine spesso distorta di un territorio le cui potenzialità meritano di essere valorizzate e conosciute.
Nel corso della manifestazione è stato consegnato il premio “Culture a confronto”, realizzato dal maestro orafo calabrese Michele Affidato, ad alcune personalità e realtà distintesi maggiormente nel campo sociale, culturale e religioso a livello locale e nazionale. Ad essere insignito del premio anche il giornalista del Tg2, Valerio Cataldi, per aver saputo raccontare in presa diretta la realtà del Centro di prima accoglienza a Lampedusa denunciando le drammatiche condizioni in cui vivono i migranti approdati sulle nostre coste. “Quello delle migrazioni – ha detto Cataldi – è un tema che spesso viene usato per alimentare odio e intolleranza. Ancora oggi, nonostante i tanti preavvisi, non siamo preparati all’accoglienza, ma dobbiamo far capire all’Europa che dipende dalla responsabilità di tutti la vita di coloro che fuggono da morte certa nel proprio Paese”. A ricevere il riconoscimento anche il cantautore Franco Fasano, autore di tante canzoni di successo come “Ti lascerò”, cantata da Anna Oxa e Fausto Leali, e “Regalami un sorriso”, portata al successo da Drupi, e artista che si è sempre distinto per la sensibilità e l’impegno sul fronte socio-culturale ed evangelico. La sua celebre canzone “Da fratello a fratello”, già colonna sonora del Giubileo del 2000, è stata “adottata” dal Festival di Tropea come inno laico che sottolinea il valore della musica e dell’arte quale strumento di aggregazione e condivisione. “Ho vissuto a Tropea – ha detto Fasano – due giorni straordinari facendo idealmente il giro del mondo attraverso la riscoperta delle tradizioni di ciascun popolo”.
Ad esibirsi sul palco sono state le seguenti formazioni rappresentative delle diverse culture: il Gruppo folk città di Tropea, il gruppo “Fundacion Raices de Colombia” della città di Santiago de Cali; l’istituto Shilpagya per le danze popolari e strumenti musicali della città di Ahmedabad (India); la formazione artistica e culturale “Huayra Muyoj” direttamente dall’Argentina; l’orchestra del Gruppo Miromagnum di Mormanno; il complesso “Goretz” ispirato alle danze popolari dell’Ossezia del Nord nella federazione russa; il “Ballet folklorico del Ateneo fuente universidad autonoma de Coahuila” proveniente dal Messico; il “Grupo cultural de danzantes de Tijeras” dal Perù. Ospiti d’eccezione gli “Avorio africano” che, grazie alla collaborazione dell’associazione di protezione civile “Monteleone”, hanno potuto dare vita ad un’esperienza artistica mirata all’integrazione e alla contaminazione.