“Lucio Dalla, giullare di Dio. Un profilo artistico” di Paolo Jachia

Nonostante Lucio Dalla sia stato uno dei personaggi più estrosi e uno dei “mostri sacri” della canzone d’autore italiana, la produzione letteraria sulla sua figura e sulla sua arte è così ridotta da farlo apparire quasi un sottovalutato “outsider”.
Lucio Dalla: un grande artista della parola e della musica che ha saputo raccontare l’allegria e la disperazione, la forza dell’amore, l’inquietudine del vivere. Curioso, sperimentatore, spregiudicato nella sua ricerca artistica e umana, non ha mai nascosto la profonda religiosità che animava la sua visione del mondo e la sua concezione dell’arte, perché – diceva- «Dio è tutto: forma e contenuto». Spesso amava definirsi “cristiano e uomo di sinistra”, o più scherzosamente “un buon ex cattomarxista”, a sottolineare l’importanza nella sua vita del dialogo tra una convinzione politica e una fede apparentemente incompatibili.
Attraverso le pagine, Paolo Jachia delinea il profilo artistico di Lucio Dalla attraverso un’attenta analisi dei testi delle sue canzoni e la ricostruzione dei suoi rapporti con artisti e intellettuali – come Roberto Roversi e Francesco De Gregori – fondamentali per la sua formazione e la sua carriera.
Un viaggio dentro le parole e le idee di un artista estremamente creativo, spesso paradossale. Lucio Dalla, un “giullare di Dio”, come l’amatissimo Francesco d’Assisi che ha saputo “contenere” molte anime e raccontare non solo il nostro tempo storico, ma ancora di più il nostro tempo interiore, lo scorrere delle nostre stagioni esistenziali. E lo farà ancora a lungo.

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