Festival del Cinema Italiano di Villerupt 2026: la 49ª edizione tra memoria, cinema e grande cultura

 

Situata nel Grand Est francese, a pochissimi chilometri dai confini con Lussemburgo, Belgio e Germania, Villerupt è una cittadina di circa 10.000 abitanti dalla forte identità storica. Nata come piccolo borgo agricolo e sviluppatasi attorno al minerai di ferro (“la Minette”), la città è diventata tra il XIX e il XX secolo un fulcro dell’industria siderurgica francese. Questa epopea industriale attirò un’imponente ondata migratoria, in particolare dall’Italia (Umbria e Marche), trasformando Villerupt in un cuore pulsante di cultura italiana nel nord-est della Francia. Nonostante il smantellamento delle fabbriche a partire dagli anni ’60, la memoria operaia vive ancora nelle monumentali “Cités de Butte” (quartieri operai del 1907) e nelle vestigia industriali esposte in città.

Una storia nata per scommessa: 49 anni di cinema italiano

Nel 1976, i giovani figli dell’immigrazione italiana, appassionati di cinema e legati alla MJC di Villerupt, organizzarono una settimana dedicata al cinema transalpino. Il successo travolgente e immediato spinse i promotori a trasformare l’evento in un appuntamento fisso. Da allora, il Festival du Film Italien de Villerupt si è affermato come una delle manifestazioni cinematografiche più importanti della regione, accogliendo ogni anno oltre 35.000-40.000 spettatori e mobilitando più di 200 volontari. Dalle visite storiche dei maestri del cinema (Fellini, Comencini, Scola, i fratelli Taviani) fino alla promozione delle nuove generazioni di autori, il festival rappresenta oggi un ponte culturale essenziale tra Francia e Italia. Dal 2022, la nuova ed elegante struttura dell’Arche offre sale all’avanguardia che affiancano la storica Sala dell’Hôtel de Ville. L’illustrazione dell’affiche 2026 è stata firmata dall’artista e graphic designer Sentenza (Caroline Labadie).

Il tema del 2026: Mon père, ce héros…?

Quest’anno il festival propone un’ampia retrospettiva tematica dal titolo “Mon père, ce héros…?” (Mio padre, un eroe…?), un percorso attraverso 16 film dal 1948 ad oggi che analizza le trasformazioni e le fragilità della figura paterna nella società e nel cinema italiano.

Gli eventi collaterali: mostre, animazioni e sessioni di autografi

Attorno alle proiezioni, Villerupt si anima con un ricco programma di attività storiche, artistiche e conviviali:

  • Mostre espositive:
    • Monica Vitti, une icône du cinéma italien (Hôtel de Ville): una retrospettiva fotografica e documentare dedicata alle molteplici sfaccettature dell’attrice.
    • Giochi de le Porte – Gualdo Tadino 2025 (Hôtel de Ville): mostra fotografica di Xavier Ferrari (FX photos) sulla celebre rievocazione storica medievale in Umbria.
    • (Re)Pères Italiens (L’Arche): esposizione fotografica a cura di IMAGE’EST in memoria dei padri immigrati dall’Italia in Lorena.
  • Animazioni e serate speciali:
    • Torneo di Scopa (29 ottobre) e Torneo di Belote (5 novembre) organizzati dall’ESVT presso l’Hôtel de Ville.
    • Serata Karaokè (30 ottobre) e Blind-test musicale (6 novembre).
    • Mercatino italiano ed esposizione di Vespe d’epoca (31 ottobre presso il Boulodrome).
    • Serata di Halloween “Notte dell’orrore” con la proiezione del capolavoro di Dario Argento Profondo Rosso (31 ottobre all’Arche) e festa in maschera alla MJC.
    • Stand di sensibilizzazione “Ottobre Rosa” e workshop di formazione cinematografica a cura di IMAGE’EST.

Incontri con gli autori

Presso la libreria allestita nell’Hôtel de Ville si terranno firmacopie e incontri letterari con autori tra cui Jacques Fabrizi (Fragments d’oubli et de mémoire), Mireille Poulain-Giorgi, Oreste Sacchelli (Le Contrôleur), Céline Righi (La chambre fougère), Martine Annaval, Joseph Greco e Barbara Nazianzeno.

 

Elisa Cutullè

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