L’Amilcar de la Ville de Villerupt 2026 ad Edoardo De Angelis: ritratto del regista napoletano e storia del premio

L’Amilcar de la Ville de Villerupt e la sua storia Ogni anno, la Città di Villerupt assegna un prestigioso riconoscimento alla carriera, l’Amilcar de la Ville de Villerupt, a un grande regista o figura di spicco del cinema italiano. La scultura del trofeo (“Amilcar”) è un’opera d’arte originale creata dallo scultore italo-lorenese Amilcar Zannoni. Nel corso delle ultime edizioni, questo premio è stato conferito ad autori capaci di segnare la cinematografia contemporanea e di raccontare l’Italia in tutte le sue sfaccettature.

Edoardo De Angelis: il vincitore dell’edizione 2026 Nato a Napoli nel 1978, Edoardo De Angelis è regista, sceneggiatore e produttore. Ex giocatore di pallanuoto, si diplomerà al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma nel 2006. Il suo cortometraggio di diploma Mistero e Passione di Gino Pacino catturò l’attenzione di Emir Kusturica e della produttrice Paula Vaccaro, portandolo all’esordio con il lungometraggio Mozzarella Stories (2011).

Attraverso uno stile visivo potente e viscerale, De Angelis ha fatto di Napoli e del Sud Italia il teatro prediletto delle sue opere:

  • Perez. (2014) – noir teso interpretato da Luca Zingaretti nei panni di un avvocato d’ufficio caduto in disgrazia che tenta di salvare la figlia legata a un camorrista.
  • Indivisibili (2016) e Il vizio della speranza (2018) – opere pluripremiate che esplorano con sensibilità la marginalità e il riscatto.
  • Comandante (2023) – con Pierfrancesco Favino nei panni di Salvatore Todaro, film d’apertura dell’80ª Mostra del Cinema di Venezia.
  • Il fuoco che ti porti dentro (2026) – presentato in concorso a Venezia e a Villerupt, commedia drammatica e feroce sul ritorno alle radici e sul rapporto conflittuale con una madre napoletana ingombrante.

 

Elisa Cutullè

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