Un saggio che indaga il rapporto tra la parola scritta e il tempo profondo

L'immagine mostra la copertina di un libro dal design minimalista ed elegante. La composizione è pulita, con ampi spazi bianchi che mettono in risalto gli elementi testuali e grafici.

Ecco i dettagli principali:

Testo in alto: In alto a sinistra compare la scritta in blu "Le parole della poesia", seguita dal nome dell'autrice, Ida Travi, scritto in nero con un carattere graziato (serif).

Titolo centrale: Al centro risalta il titolo "Tempo", scritto con un tratto calligrafico a mano libera, di colore blu intenso. Lo stile è materico, quasi come se fosse stato tracciato con un pennarello o un gessetto.

Elemento grafico: Nella parte inferiore è presente una sottile linea orizzontale irregolare, sempre di colore blu, che ricorda il profilo di un orizzonte o di un terreno lontano, resa con una texture puntinata.

Logo dell'editore: In basso a destra si trova il marchio editoriale VALLECCHI / poesia, scritto in nero con un carattere classico ed equilibrato.

L'insieme comunica un senso di essenzialità e riflessione, tipico delle pubblicazioni poetiche contemporanee.

«Il tempo prodigio, tiene aperto l’inizio e la fine, lavora, va bisbigliando all’orecchio: fai attenzione, ogni volta che inventi un tuo simile lo getti nel tempo, forse un giorno vedrai un antico teatro greco, sorgere dal futuro, fermo e misterioso nella luce del tramonto.» Densa di incanto ed esattezza la scrittura di Ida Travi tocca il grande altrove abitato dalla poesia. Nocciolo di pensiero della sua opera, il tempo si fa avanti oltre il tempo. Questo libro è la voce che cammina accanto ai Tolki, li apre, li rivela.

 La poesia, per sua natura, si consegna alla comprensione degli umani come opera aperta, forma sempre sul farsi, opera che non contempla la parola fine. Su questa pietra dell’inizio senza fine ho costruito un microcosmo trasparente, invisibile qui e su scala planetaria. Sono per questo riconoscente all’antico orologio, eterno dispositivo muto. In questa micro-epica ogni porzione d’opera, ogni parola fa irruzione come un piccolo colpo di scena ma – contemporaneamente – rientra tranquilla nel suo ritmo temporale: è la più quieta delle sfide umane, è l’antico avvolgimento della spola. Nell’avvolgimento della spola c’è uno strano scrollare del tempo nell’oscurità, un’ostinazione, forse una coazione a ripetere.

Ida Travi nasce in provincia di Brescia, a Cologne. La poetica di Ida Travi si inscrive nel rapporto tra oralità e scrittura, tematica affrontata nel saggio L’aspetto orale della poesia (Anterem, 2000) Selezione Premio Viareggio 2001 e Poetica del basso continuo (Moretti&Vitali, 2015). Oltre alle raccolte poetiche scrive e mette in scena la drammaturgia Diotima e la suonatrice di flauto (Baldini&Castoldi, 2005). Nel 2013 prende il via la serie poetico-contemporanea I Tolki otto libri-episodi, raccolti in unico volume (il Saggiatore, 2024). Con “I Tolki” ha vinto il premio letterario Giuseppe Dessì e il premio Napoli per la poesia.

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