
In occasione del 70esimo anniversario del celebre discorso “Sul culto della personalità e le sue conseguenze” esce “Il Rapporto Segreto di Chruscev”, un volume curato dallo storico Fulvio Mazza che analizza uno dei momenti più opachi e decisivi della storia contemporanea.
Il volume “Il Rapporto Segreto di Kruscev” costituisce un’indagine critica approfondita su uno dei documenti più emblematici e controversi del ventesimo secolo, pubblicato in occasione del settantesimo anniversario del celebre discorso pronunciato il 25 febbraio 1956 durante il XX Congresso del Pcus, che si era aperto il 14 febbraio.
L’opera si addentra nel paradosso storiografico di un testo che, pur avendo segnato la fine dell’era staliniana attraverso la denuncia del culto della personalità e delle grandi purghe degli anni Trenta, nacque come un atto semiclandestino e privo di una certificazione ufficiale di autenticità. Il lavoro editoriale di Mazza ricostruisce minuziosamente il clima di incertezza che circondò la diffusione del rapporto.
Il libro analizza le modalità inquietanti con cui il segretario generale scelse di comunicare la propria relazione, richiamando solo una parte dei delegati sovietici a lavori congressuali conclusi e affidando la lettura ai rappresentanti stranieri solo in forma privata tramite ufficiali dei servizi segreti, escludendo sistematicamente osservatori e stampa. All’interno del volume, la complessità di questo evento viene esplorata attraverso le interviste a Fausto Bertinotti e Aldo Giannuli, offrendo diverse chiavi di lettura interpretative che si arricchiscono di appendici documentali preziose, come il discorso di Sandro Pertini su Stalin e un indizio storico clamoroso riguardante una presunta lettera di Lev Trockij indirizzata a un giovane Kruscev.
Un capitolo centrale della trattazione riguarda l’impatto del rapporto sul Partito Comunista Italiano e la celebre strategia della doppiezza di Palmiro Togliatti, il quale riuscì a navigare tra lo shock della base e il dissenso degli intellettuali — acuito dai fatti d’Ungheria — mantenendo un equilibrio che evitò il tracollo del partito e accelerò il processo di emancipazione da Mosca senza rinnegare completamente il ruolo storico del precedente regime sovietico.
Fulvio Mazza è un giornalista (freelance), agente letterario (“Bottega editoriale”, www.bottegaeditoriale.it) ma, soprattutto, storico. Ha pubblicato numerosi libri per le case editrici: Città del sole edizioni, Edizioni scientifiche italiane, Franco Angeli, Infinito edizioni, Istituto enciclopedia italiana (“Treccani”), Laterza, Pellegrini, Rubbettino.
