“Buonvino e l’omicidio dei ragazzi” di Walter Veltroni

La copertina del libro "Buonvino e l'omicidio dei ragazzi" presenta uno stile grafico illustrato con un forte contrasto cromatico.

Elementi Testuali
Autore: Il nome Walter Veltroni è scritto in alto a sinistra in caratteri neri, grandi e molto marcati.

Titolo: Il titolo è riportato in rosso, subito sotto il nome dell'autore.

Editore: In basso a sinistra compare il logo di Marsilio LUCCIOLE.

Illustrazione e Composizione
Cornice: L'immagine centrale è racchiusa in un cerchio perfetto che spicca su uno sfondo giallo ocra uniforme.

Scena: All'interno del cerchio è raffigurata una veduta di Roma al tramonto o all'alba. Si riconosce una cupola (probabilmente San Pietro) sullo sfondo dorato.

Soggetti: Tre figure maschili camminano di spalle verso l'orizzonte. In primo piano sulla sinistra domina un antico orologio a colonna, parzialmente in ombra e circondato da foglie verdi.

Stile: L'illustrazione ha un aspetto pittorico, con pennellate visibili e un uso drammatico delle ombre lunghe proiettate dai personaggi.

La nuova indagine di Buonvino, al commissariato di Villa Borghese, comincia con un suono misterioso. Buonvino, mentre con i suoi festeggia il ritorno di Ivano, il barista, al suo chiosco, sente qualcosa che lo inquieta, potrebbe essere una risata, un pianto, potrebbe essere anche un grido d’aiuto. È mattina presto, è sabato, Villa Borghese ha appena aperto i battenti, il commissario manda i suoi a controllare, ma non trovano niente. Eppure, la memoria di quel suono non svanisce.

Così, quando la domenica all’alba lo chiamano perché hanno trovato una ragazza, giovane, giovanissima, sedici o forse diciassette anni, impiccata all’orologio ad acqua del Pincio, il commissario sa, con l’intuito che lo contraddistingue, che quel grido, riso o pianto, è stato una premonizione. Buonvino non ha avuto figli e, davanti al corpo della ragazza, capisce che i figli sono di tutta la società e che gli assassini dei figli vanno trovati.

In un’indagine che spazia dal cuore di Roma a Centocelle e il cui centro non sarà in un luogo geografico, ma in un luogo digitale, un universo di fotografie, messaggi e commenti, Walter Veltroni, muovendosi tra comicità e tragedia, ci accompagna nella solitudine di una generazione: i ragazzi che muoiono.

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