La bellezza di Sophia Per un’estetica della conoscenza e della conoscenza di sé

La copertina del libro "La bellezza di Sophia" presenta una struttura grafica che sovrappone elementi moderni a un'opera d'arte classica:

Composizione Visiva
Lo Sfondo: La parte superiore della copertina mostra un dettaglio di un dipinto preraffaellita o rinascimentale, raffigurante tre figure femminili con abiti d'epoca dai colori vivaci (arancio e blu) e capelli ramati.

L'Inserto Bianco: Un grande rettangolo bianco verticale è posizionato centralmente, coprendo parzialmente le figure sottostanti. Questo spazio ospita i testi principali, garantendo un'ottima leggibilità.

La Fascia Inferiore: La base della copertina è costituita da una banda di colore blu intenso e uniforme.

Elementi Testuali
Tutti i testi nel riquadro bianco sono allineati a sinistra e utilizzano un font graziato (serif) elegante:

Autore: In alto si legge il nome Marco Dallari.

Titolo: Al centro spicca il titolo principale, La bellezza di Sophia, scritto con un carattere più grande e audace.

Sottotitolo: Sotto il titolo è presente la dicitura "Per un’estetica della conoscenza e della conoscenza di sé".

Loghi e Marchi
Nella fascia blu in basso, è posizionato il logo della casa editrice: una "M" stilizzata e speculare, accompagnata dal nome Il Margine.

La combinazione tra il dipinto classico e il design geometrico pulito suggerisce un saggio che collega la storia dell'arte o l'estetica classica alla riflessione filosofica contemporanea.

Con La bellezza di Sophia Marco Dallari lancia un appello per la ripresa della bellezza dell’apprendere, unica via al recupero di una dimensione realmente democratica del vivere.

Per Platone e Aristotele, la repubblica doveva essere democrazia dei migliori, diventando così inevitabilmente aristocrazia (ἀριστοκρατία), governo dei migliori. Migliori non in quanto privilegiati per lignaggio, ricchezza o potere. Gli Aristoi erano i saggi, i detentori riconosciuti della Sophia, la sapienza, saggezza.

Una concezione democratica del governo e dello Stato deve dunque necessariamente puntare a formare tutti i cittadini, dando loro la possibilità reale di accedere alla Sophia ed essere Aristoi. Il rischio altrimenti è quello di degenerare in oligarchia (governo di pochi) o scivolare in derive populiste.

Fin da piccoli, bambini e bambine scoprono con entusiasmo il gusto di imparare, esplorare, conoscere. Le conoscenze, però, diventano utili solo a patto che vengano non solo ricordate per superare una prova d’esame, ma aprano lo sguardo sul mondo e sulla propria interiorità, plasmino il carattere e la sfera desiderante, divengano caratteristiche identitarie.

Per molti di loro, tuttavia, questa consapevolezza in seguito evapora: la didattica costruita su basi esclusivamente «scientifiche» trascura infatti la componente estetica ed emozionale e impone la conoscenza come dovere, ridotta alla memorizzazione di concetti spesso non vissuti come propri. La scuola ha rimosso la bellezza come orizzonte di senso: occorre dunque che l’incontro con i saperi e le conoscenze torni a essere cura della vita della mente, consapevolezza estetico-emozionale, scoperta del piacere e della bellezza.

Un percorso attraverso i vari significati di conoscenza, le fasi storiche e i contesti culturali attraverso cui si è evoluta e le teorie di grandi pensatori del passato e contemporanei.

 

*Marco Dallari (1947) è stato docente di Pedagogia e Didattica dell’Educazione Artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna   Firenze, professore straordinario di Pedagogia Comparata all’Università di Messina e professore ordinario di Pedagogia Generale e Sociale all’Università di Trento. Ha pubblicato per le edizioni Erickson In una notte di luna vuota. Educare pensieri metaforici, laterali, impertinenti (2008) e, con Stefano Moriggi, Educare bellezza e verità (2016). Per il Margine ha scritto La zattera della bellezza. Per traghettare il principio di piacere nell’avventura educativa (2021) e Immaginauti. Pensare controvento (2023).

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