
Paolo Poli (1929-2016) è stato un maestro assoluto della leggerezza, capace di trasformare ogni apparizione scenica in un evento unico e irripetibile. Eclettico, raffinato, geniale: un artista che ha saputo penetrare il reale con profondità inaspettata, toccando il pubblico con suprema autoironia. Questo libro è un omaggio devoto che alimenta il ricordo della sua straordinaria carriera attraverso le sue stesse parole e le testimonianze di grandi intellettuali contemporanei: recensioni, interviste, memorie di chi lo ha conosciuto e amato. Un volume prezioso per chi vuole riscoprire o conoscere colui che si definiva “il primo attore di se stesso”, un artista da palcoscenico a tutto tondo che ha segnato indelebilmente la cultura italiana.
Elegante, raffinato, cosi a suo agio con il papillon al collo da destare invidia per i modi, ammirazione per la figura e un incantato stordimento nel sentire parole di alta fattura precedere, o di poco seguire, espressioni scurrili o piacevolmente dialettali. L’età indefinibile seppur sbandierata, che si dimentica non appena inizia a sorridere, a cantare o a muovere passi di danza riempiendo di sé il palcoscenico. Un personaggio, o meglio una persona unica portata di peso ai giorni nostri da una dimensione favolistica dove è facile trovarlo in posa con Greta Garbo, nudo al fianco di Rita Renoir o in estasi nelle vesti di Rita da Cascia. Te lo immagini sorridere appena, mentre già ha in mente un colpo di teatro per far rabbrividire alla Carolina Invernizio, o per stupire passando da una mitria vescovile a un bustino da prostituta
GIANLUCA MEIS psicologo e drammaturgo premiato (Premio Sipario, Premio Europeo Tragos), è cofondatore della compagnia Febo Teatro e Presidente di Acli Arte e Spettacolo Veneto. Autore di saggi e racconti pubblicati con vari editori, porta nel libro la sua doppia competenza teatrale e letteraria.
