Il Sé digitale di Vittorio Gallese

La copertina del libro presenta un design pulito ed essenziale, tipico della saggistica contemporanea. Ecco una descrizione dettagliata dei suoi elementi:

Elementi Testuali
Autore: In alto, in caratteri neri lineari (sans-serif), leggiamo il nome Vittorio Gallese.

Titolo: Occupa la parte centrale ed è l'elemento visivo più forte. È scritto in maiuscolo, con un font bastone molto compatto e moderno.

La parola "IL" e "DIGITALE" sono di colore grigio scuro/antracite.

La parola "sé" si distingue per il colore giallo crema e per l'uso del corsivo, creando un contrasto che enfatizza l'aspetto umano e soggettivo del tema.

Sottotitolo: In basso, in caratteri gialli più piccoli, compare la scritta: "Dai neuroni specchio alla mediazione tecnologica".

Editore: In basso a destra è presente il logo e il nome della casa editrice, Raffaello Cortina Editore, in un carattere graziato elegante.

Grafica e Colori
Sfondo: Il colore di fondo è un azzurro polvere (o carta da zucchero), una tonalità sobria che trasmette un senso di riflessione scientifica e tecnologica.

Composizione: Il layout è fortemente verticale e centrato. Non ci sono illustrazioni o fotografie, lasciando che sia la tipografia stessa a farsi immagine.

Logo: In basso a sinistra è visibile il piccolo logo quadrato dell'editore (una spirale stilizzata).

In un mondo in cui l’intelligenza artificiale genera volti, voci e presenze capaci di simulare empatia, Il Sé digitale esplora il cuore di una mutazione antropologica in atto. Partendo dalle neuroscienze dell’embodiment e dall’ormai classica teoria della simulazione incarnata, Vittorio Gallese costruisce un nuovo paradigma per pensare la soggettività contemporanea.

Dai neuroni specchio alla mediazione digitale, questo libro traccia un itinerario originale e multidisciplinare che attraversa neuroscienze, filosofia, estetica e teoria dei media per ripensare il Sé come realtà incarnata, relazionale e tecnologicamente modulata. Il Sé digitale propone una nuova ontofenomenologia del soggetto, capace di integrare le trasformazioni dell’esperienza introdotte da dispositivi interattivi, intelligenze artificiali e ambienti digitali immersivi. Il corpo non è escluso, ma riconfigurato; l’alterità non è annullata, ma resa ambigua da nuovi simulacri affettivi.

Culmine teorico del volume è la proposta di un’estetica radicale: una politica del sentire, che restituisca intensità, opacità e imprevedibilità alla relazione in un mondo dominato da interfacce trasparenti e algoritmi predittivi. In un tempo in cui l’alterità rischia di diventare funzione, e il ripiegamento nella solitudine un progetto, l’urgenza è tornare a pensare il corpo, non come nostalgia, ma come condizione generativa di ogni possibile futuro. Un saggio necessario per comprendere le metamorfosi del Sé nell’era del codice.

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