Nella futura città di Edenia

La copertina del libro intitolato "Nella futura città di Edenia" segue lo stile grafico essenziale e ordinato della casa editrice Bibliotheka:

Elementi Grafici e Colori
Colore dominante: La copertina è interamente di un azzurro acceso.

Struttura: Il design è basato su una griglia geometrica definita da sottili linee di colore viola/fucsia che suddividono lo spazio in diversi rettangoli.

Riquadro superiore: La metà superiore della copertina è occupata da un grande rettangolo vuoto, che bilancia visivamente i testi posti in basso.

Testi e Informazioni
Le scritte sono inserite nei riquadri della parte inferiore:

Autore: Nel primo inserto orizzontale compare il nome Kalman Zingman in bianco.

Titolo: Il titolo principale, "Nella futura città di Edenia", è scritto con un carattere graziato (serif) di colore bianco e dimensioni maggiori rispetto agli altri testi.

Curatela: Sotto il titolo è indicato "A cura di Stefania Ragaù", scritto in bianco.

Dettagli editoriali:

In basso a sinistra si trova il logo e il nome di Bibliotheka.

In basso a destra è indicata la collana o il genere dell'opera: UTOPIE.

L'estetica complessiva è minimale e moderna, focalizzata sulla chiarezza del messaggio e sulla categorizzazione tematica del volume.

 

Edenia è una città tecnologicamente avanzata, dotata di grattacieli e aero-treni volanti e con un clima regolato artificialmente a seconda delle stagioni, tanto che non servono più cappotti d’inverno, né si sente troppo caldo d’estate. È un’affascinante fantasia letteraria sulle possibilità della vita ebraica in Europa e sulla pace in Palestina il racconto di Kalman Zingman, pubblicato nel 1918 e ora tradotto per la prima volta in italiano dall’yiddish da Stefania Ragaù In questo raro racconto utopico della letteratura yiddish, pubblicato all’indomani della rivoluzione russa e della Prima guerra mondiale, l’antisemitismo è scomparso e gli ebrei della diaspora hanno ottenuto la piena emancipazione. Nel futuro immaginato dall’autore, i popoli della terra sembrano aver raggiunto una pace perpetua e duratura e persino in Palestina, dove l’impresa sionista ha sviluppato una vivace civiltà ebraica secolare, arabi ed ebrei vivono tranquillamente gli uni accanto agli altri.

Kalman Zingman (1889–1929), nato in uno shtetl vicino a Kaunas, in Lituania, ricevette un’educazione tradizionale ebraica che però non portò a termine, dovendo ben presto mettersi a lavorare in un piccolo negozio di stoffe. Grande amante della letteratura e della poesia, che leggeva in yiddish, ebraico e russo, nel 1917 decise di fondare una piccola casa editrice dedicata alla letteratura yiddish e cimentarsi lui stesso in alcuni tentativi letterari. Proseguì l’attività editoriale a Kaunas, in Lituania, e poi a Berlino. Nel 1928 si recò con un visto turistico in Unione Sovietica, dove morì l’anno dopo a Simferopol, capitale della Crimea.

Stefania Ragaù, dottoressa di ricerca in Storia contemporanea alla Scuola Normale Superiore di Pisa, è borsista Humboldt al Buber-Rosenzweig-Institut dell’Università Goethe a Francoforte sul Meno. Ha pubblicato Sognando SionEbraismo e sionismo tra nazione, utopia e Stato (1877-1902) (Viella, 2021).

 

A cura e con la traduzione di Stefania Ragaù

72 pagine, 12 euro

Bibliotheka

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