Un viaggio intimo tra il dolore della perdita e l’amore che sopravvive all’assenza.

La copertina è dominata da un colore arancione-salmone nella parte superiore, dove sono riportati i testi principali, e da una tonalità di viola-lilla nella parte inferiore, che funge da sfondo per l'illustrazione.

Testo
In alto, in caratteri bianchi semplici, c'è il nome dell'autrice: Elena Mearini.

Sotto, in caratteri bianchi più grandi, si trova il titolo: ERI NEVE E TI SEI SCIOLTA.

Più in basso, in caratteri bianchi più piccoli, è indicata la prefazione: Prefazione di Lello Voce.

Illustrazione
Al centro, e in gran parte nella sezione viola, c'è il muso stilizzato di un cane (forse uno Schnauzer o un Terrier) realizzato con una tecnica di collage geometrico e colori vivaci.

Le forme sono angolari e i colori utilizzati includono diverse tonalità di blu scuro, azzurro, grigio, arancione e bianco.

Il cane è posizionato su uno sfondo viola-lilla decorato con un motivo floreale e a pois.

Si distinguono fiori stilizzati in arancione, giallo e viola, con foglie verdi.

In basso a sinistra, quasi nascosto, appare il logo dell'editore Res Nudo su una superficie che ricorda della carta strappata o un appunto.

L'aspetto generale è moderno, geometrico e utilizza una palette di colori accesa che crea un forte contrasto tra lo sfondo monocromatico superiore e l'illustrazione colorata inferiore.

In Eri neve e ti sei sciolta, Elena Mearini ci conduce in un viaggio poetico e intimo attraverso il dolore della perdita e la ricerca di un senso nell’assenza. Al centro di questa narrazione struggente c’è Maya, la cagnolina amata, compagna di vita e specchio dell’anima dell’autrice. La perdita di Maya diventa il punto di partenza per una riflessione universale sull’amore incondizionato, sulla memoria e sulla fragilità dell’esistenza. Con una scrittura delicata e ricca di immagini evocative, l’autrice esplora il confine tra l’umano e l’animale, tra chi resta e chi se ne va, tra il visibile e l’invisibile. Ogni pagina è un dialogo con il vuoto, un tentativo di tradurre il silenzio in parole e di dare forma a ciò che è sfuggente e impalpabile. Eri neve e ti sei sciolta è un’opera che invita a riflettere sulla condizione umana, sulla capacità di trasformare il dolore in poesia e sull’amore che sopravvive al tempo, rendendo eterno il ricordo di chi abbiamo amato.

-Di cani è piena la storia della poesia. Al punto che si potrebbe dire che il cane non è solo il miglior amico dell’uomo, ma che lo è soprattutto del poeta […] Nulla di strano, dunque che anche oggi si scrivano poesie sui cani, per i cani.  Ciò che colpisce in quest’ultima fatica di Elena Mearini è altro.  Direi qui, per iniziare a delimitare il campo, la sua capacità di fare del ricordo della sua cagnolina, Maya, il centro motore di una riflessione ben più ampia, al centro della quale sta il linguaggio e in cui la relazione con l’animale è la cartina al tornasole che porta alla luce la fragilità e l’impotenza della cultura umana di fronte all’infinita potenza e imperscrutabilità della natura (dalla prefazione di Lello Voce)

Elena Mearini (Milano, 1978) è autrice di narrativa e poesia. Da diversi anni insegna scrittura creativa e ha lavorato sui percorsi di scrittura autobiografica nelle carceri e in istituti di riabilitazione psichiatrica. È fondatrice, direttrice e docente della “Piccola Accademia di Poesia” di Milano. Ha pubblicato le raccolte poetiche Dilemma di una bottiglia (Forme Libere, 2013), Strategia dell’addio (LiberAria, 2017), Eri neve e ti sei sciolta (Re Nudo, 2025), e per le Marco Saya Edizioni Per Silenzio e voce (2014), Separazioni (2019), Aritmia (2021) e A molti giorni da ieri (2024). Ha inoltre pubblicato i romanzi 360º gradi di rabbia (Excelsior 1881, 2010) Undicesimo comandamento (Perdisa Pop, 2011), A testa in giù (Morellini, 2015), Bianca da morire (Cairo, 2016), È stato breve il nostro lungo viaggio (Cairo, 2017), Felice all’infinito (Perrone, 2018), I passi di mia madre (Morellini, 2021) e Corpo a corpo (Arkadia, 2023). Con alcuni dei suoi romanzi ha vinto, tra gli altri, il Premio Gaia Mancini, il Premio Università di Camerino ed è stata finalista al Premio Scerbanenco e candidata al Premio Campiello e per tre volte al Premio Strega.

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