
Una raccolta di otto racconti che esprime, sotto otto forme diverse, lo stesso concetto: il non sentirsi necessari, l’essere ai margini, il vivere ai margini, il sentirsi invisibili.
Dal primo in cui la protagonista, Maddalena, detta Lena, è ossessionata dalla diceria popolare secondo cui mani piccole corrispondono a un cuore piccolo, una convinzione che applica in particolare a suo padre, che ha mani piccolissime alla storia d’amore impossibile e clandestina, ambientata nel ’43, tra Ernesto e Giulio. O il racconto sul perdono in cui la protagonista la protagonista legge, con sdegno e fastidio, la lettera di perdono inviata dal carcere di Regina Coeli da Filippo, soprannominato “La Bestia”, un ragazzo romano di 24 anni, reo di aver commesso un grave crimine. La lettera è scritta male e l’incipit (“Chiedo perdono perché sono impazzito”) non la convince; in particolare, la frase finale (“So che è presto per chiedervi perdono… forse solo per troppo amore”) la irrita per la sua retorica. Ogni racconto è accompagnato da illustrazioni che vogliono assecondare il testo, renderlo ancora più vivido, perfino tagliente, in alcuni passaggi, tutte partorite dalla mano, altrettanto mancina come quella dell’autrice, del disegnatore Sergio Kalisiak.
Maddalena Crepet Roma 1994, laureata in Storia contemporanea, ha frequentato la Scuola Holden di Torino, lavora come ufficio stampa e consulente editoriale e ha pubblicato racconti su riviste letterarie. Ci siamo traditi tutti (2024) è il suo primo romanzo. Ha già all’attivo diverse pubblicazioni di racconti per riviste letterarie.
Sergio Kalisiak (San Benedetto del Tronto, 1987) consegue la laurea in arti grafiche in un posto sperduto del centro Italia. Illustratore, designer e videomaker, collabora con piccole realtà editoriali sparse per lo Stivale, pubblicando Storie di Brace – 43 racconti silenziosi, Arrivederci, Waterville! e Esperimenti Notturni.
