
Impregnato di taoismo e mistica ascensionale, assetato d’infinito quanto Baudelaire, sapiente quanto Coleridge e Goethe, pulsante di vita quanto il mitico Villon. Questo era Li Po, definito l’immortale poeta della Cina. Un narratore unico: mistico, visionario, capace di sogni improvvisi. Quasi shakespeariano nella sua incessante sperimentazione di ogni gamma narrativa: dal sublime al nostalgico, dal mistico al sentimentale, dal realistico al tragico. Un autore di imperitura grandezza ammirato e venerato da Gustav Mahler, Ezra Pound, Herman Hesse. Una selezione dei suoi versi, a cura di Roberto Mussapi, consente di avvicinare la lirica di Li Po(701-762), considerato il più grande di una straordinaria stagione di poeti che nell’ottavo secolo d.C. danno vita in Cina a un eccezionale fenomeno artistico, paragonabile a quello dei poeti latini dell’età augustea, degli elisabettiani, degli stilnovisti, dei rinascimentali, dei romantici. Secondo la leggenda, questo spirito libero e irrequieto, in un’estrema sintesi di inquietudine e di estasi, morì affogato nel fiume, ubriaco, mentre cercava di afferrare la luna.
Li Po (701-762) è considerato il più grande di una straordinaria stagione di poeti che nell’ottavo secolo d.C. danno vita in Cina a un eccezionale fenomeno artistico, paragonabile a quello dei poeti latini dell’età augustea, degli elisabettiani, degli stilnovisti, dei rinascimentali, dei romantici. Distante dal confucianesimo e illuminato dal Tao, aveva rinunciato a sostenere gli esami imperiali il cui superamento gli avrebbe garantito un titolo di studio ufficiale e importante. Secondo la leggenda, questo spirito libero e irrequieto, in un’estrema sintesi di inquietudine e estasi, morì affogato nel fiume, ubriaco, mentre cercava di afferrare la luna.
Roberto Mussapi, tra i maggiori poeti italiani contemporanei, è autore di saggi, opere teatrali e narrative, traduzioni da testi classici e contemporanei. Vincitore del Premio Lerici Pea Internazionale alla carriera nel 2024, è membro della Fondazione Valla ed editorialista e critico teatrale del quotidiano Avvenire.
