La nascita del pop e le avventure di un musicista newyorkese tra la fine degli Anni ’50 e metà dei ’60

Questa è la copertina di un libro dal design pulito e minimalista, che combina una fotografia d'epoca con un testo moderno.

Elementi centrali:

La Fotografia (Soggetto): La parte inferiore della copertina è occupata da una fotografia in bianco e nero (o tonalità seppia/grigi) di un uomo.

L'uomo, con i capelli scuri e uno sguardo intenso rivolto in avanti, indossa un completo gessato e una cravatta.

È seduto e le sue mani sono appoggiate sui tasti di un pianoforte verticale. Si intravede il marchio "LESTER PHILADELPHIA" sul pianoforte.

L'inquadratura è ravvicinata, enfatizzando l'espressione seria e concentrata del soggetto.

Il Testo: Il testo è posizionato nella vasta area bianca in alto, in un carattere serif elegante e di facile lettura.

Biagio Bagini (Nome dell'autore) è scritto in blu.

Sette pezzi pop e tutti parlano di Bacharach (Titolo del libro) è scritto in rosso.

Il Logo: In basso al centro, quasi nascosto sul bordo scuro del pianoforte, c'è il logo dell'editore OliGo in un piccolo riquadro blu e bianco.

Impressione generale:
La copertina evoca un'atmosfera nostalgica e sofisticata, suggerendo un tema legato alla musica (dato il pianoforte e il riferimento a Bacharach nel titolo) e forse alla cultura pop o al racconto personale. L'ampio spazio bianco e la posizione del testo creano un forte contrasto con la foto scura e ne focalizzano l'attenzione.

 

“È che io sono uno che non sta mai fermo. Sempre in giro, mi do da fare, canticchio tutto il giorno cose. Se mi siedo suono, se cammino suono. Dal momento in cui la puntina si appoggia, lì comincia la solfa. Giro finché ce n’è, e poi ancora, mi rigiro da me, sono proprio come un trentatré, continuo e continuo. Finisco e ricomincio da capo. Non c’è un lato buono, sono il giorno e la notte. La notte e poi il giorno. Una volta che la puntina scende, attacco. Vado in giro”.

Una raccolta di avventure sentimentali di un musicista newyorkese tra la fine degli anni Cinquanta e la metà dei Sessanta. La nascita del pop in un album di mattine sbagliate e lunghe notti alla conquista di soddisfazioni effimere e affermazioni a ore. Sette episodi, non sempre edificanti, di un anonimo turnista tra compositori all’ombra del Brill Building e gruppi vocali in ascesa, in una Manhattan illuminata dalla stella polare di Burt Bacharach.

Bene, la storia inizia come si fa con gli spartiti, tanto per metterci in sintonia. Si poggia il foglio sul leggio e si comincia a guardare dalla prima riga. Ok, dal primo rigo. È che siccome questa storia è dentro un libro devo tenere conto di quelli che la musica non sanno leggerla, però sanno leggere i racconti. Quelli che comprano un libro, lo lasciano sulla poltrona di casa, poi alla sera, quando hanno finalmente tempo, si mettono comodi e lo aprono. È lì che inizia la storia, lì compaio io. Sarei quello che racconta le vicende che mi sono capitate in un periodo di tempo breve ma intenso, non solo per me. Eravamo alla fine degli anni Cinquanta, quando le cose mica ti arrivavano per caso, un po’ te le dovevi cercare, nel bene e nel male. Non voglio parlare di quelle andate storte, quelle dopo. Intanto dico chi sono.

BIAGIO BAGINI è stato autore radiofonico per Rai2 e come scrittore di libri per l’infanzia ha pubblicato per le maggiori case editrici del settore. Grande appassionato di musica, oltreché suonatore di verdure nel Conciorto, ha pubblicato raccolte di racconti sul pop e sul jazz. Per Oligo ha pubblicato i romanzi Swinging Stravinsky Odio Gershwin.

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